Giova sempre ricordare il fatto che il mercato italiano delle piscine si differenzia dai principali mercati europei per una semplice ragione: gli italiani. Quello italiano è un popolo in grigio, perché alle tante zone chiare se ne alternano altre nere, forse nerissime, e moltissime ricche di sfumature. Di grigio, naturalmente.
Un mercato in evoluzione tra tradizione artigianale e crescente professionalizzazione
Perché il nostro mercato non assomiglia a nessun altro
Ma se per molti decenni, dopo il senso di inadeguatezza e di vergogna anche, possiamo dirlo, seguito alla Seconda guerra mondiale, abbiamo pensato di essere un popolo ricco solamente di difetti, per fortuna da un po' di tempo a questa parte ci stiamo accorgendo di avere anche moltissimi pregi. Pregi che si fanno più evidenti a mano a mano che gli altri Paesi affrontano le situazioni difficili che noi stiamo affrontando dai tempi degli antichi romani e, quindi, chi ci batte, a noi? Noi sappiamo gestire i problemi economici, politici, sociali e culturali meglio di chiunque, per la semplicissima ragione che ci siamo abituati. E quindi, l'orgoglio italiano sta, per fortuna e giustamente, crescendo.
Piscine su misura: il nostro dna
Bene. Ma che c'entra con le piscine? C'entra, come no. Anche in questo settore siamo differenti. Abbiamo una struttura commerciale che chiunque definirebbe anarchica ma che sarebbe meglio definire orgogliosamente creativa. Le piscine in kit non fanno per noi, il "pacco piscina" sa di fregatura già dal nome. Le nostre piscine devono essere nostre, quindi uniche e non riproducibili. Anche nel male, ovviamente, si vedono in giro cose che voi umani non potete neanche immaginare. E' un male? No, perché? Non è mai un male se un imprenditore, grande o piccolo che sia, decide di tenere il proprio destino nelle sue mani e non in quelle di altri. Il mercato delle piscine italiane è un mercato che non riesce a sottostare a definizioni e a regole e che quindi non si può facilmente prevedere e, soprattutto, è quasi impossibile da indirizzare.
Un equilibrio fragile che sta mutando
La crisi economica tanto temuta non si è ancora mostrata nella sua forza, per fortuna. Il 2025 ha retto, più o meno, con luci ed ombre, alti e bassi, ma certamente qualcosa sta cambiando, soprattutto perché la struttura tipica del piccolo artigiano tuttofare ma poco sapiente non regge più. In un mondo iperspecializzato è diventato quasi se non del tutto impossibile lavorare solo con le mani, perché lavoro è anche il marketing, la progettazione, la contabilità corretta, la programmazione, il rapporto con le banche, l'organizzazione del personale, e altro e altro. Se non si affrontano questi aspetti con le necessarie competenze, poco alla volta semplicemente si sparisce. E in quest'ottica molte piccole aziende faticano a restare sul mercato, oppure chiudono invece di essere vendute in occasione del cambio generazionale. Molti imprenditori oggi possono orgogliosamente vantare di "fare piscine da quarant'anni", o anche di più. Il problema arriva se oggi si porta avanti un'azienda come si faceva quarant'anni fa.

La piscina in Italia: un mercato segnato da una forte identità culturale e da un sapere artigianale profondamente radicato
Autonomia tecnica:la sfida dei piccoli costruttori
Quello che deve crescere è, tra le altre cose, la capacità dei piccoli costruttori di piscina di essere del tutto indipendenti anche nello scegliere e verificare i prodotti dal punto di vista tecnico. In questo il nostro mercato è ancora molto debole: i filtri vengono individuati con una portata anziché con un diametro, l'acido solforico viene chiamato pH, le pompe si scelgono a cavalli. Nel 1800 la potenza dei motori si definiva con "cavalli motore" per poterla paragonare alla potenza degli equini, ma un piccolo salto di qualità passando ai kW sarebbe davvero auspicabile... In questo le aziende che forniscono i prodotti non aiutano, poiché invece di fare cultura si arrendono, parlando un linguaggio tecnicamente da bassifondi per adattarsi alla massa che rifiuta di evolversi. E invece bisognerebbe resistere, perché la cultura è l'unica cosa che ci salverà, insieme alla bellezza. Cultura e bellezza, le colonne portanti della nostra Italia, che nel nostro settore occupa ancora un posticino un po' piccolino e che avrebbe bisogno di crescere, e di molto.
Acquanet cambia volto: una nuova era si apre
Ma noi oggi ci accontentiamo, perché Acquanet vivrà per la prima volta nella sua storia l'elezione del suo intero Consiglio Direttivo e verranno festeggiati dieci nuovi Master Pool Building. Questo articolo potrebbe essere il mio ultimo in qualità di Presidente di Acquanet, che è diventata in occasione della scorsa edizione di Forum Piscine l'associazione italiana dei Costruttori di piscine. Nessuno meglio di me sa quanto sia difficile portare formazione in questo settore anarchico e sgrammaticato, ma la mia personale guerra al pH al posto di acido non finirà. E so che, prima o poi, riuscirò anche a far definire i filtri con il solo diametro e a far sì che gli equini vengano lasciati in pace.
